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Didattica a distanza: la scuola Italiana al banco di prova

KEnovo interviene a sostegno della scuola.

Tra le prime misure adottate per limitare la diffusione del virus Covid-19 ci sono state la sospensione delle attività didattiche e la chiusura delle scuole. Provvedimenti che si è reso necessario protrarre nel tempo e che hanno richiesto una pronta risposta da parte dell’Istituzione scolastica. Insegnanti ed alunni, delle scuole di ogni ordine e grado, si sono ritrovati dall’oggi al domani a vivere una nuova esperienza, quella della didattica a di stanza.

Per poco meno di 8 milioni e mezzo di ragazzi (tra i 6 e i 19 anni) e circa 835.000 insegnanti, sono state messe a regime o ampliate le strutture digitali esistenti, mentre altre sono state rese fruibili liberamente, al fine di permettere che le lezioni potessero svolgersi anche a distanza. Una grande opportunità e decisamente un ottimo “banco di prova” per tutto il sistema scolastico, che però deve, nel breve periodo, scontrarsi con diversi limiti in ambiti differenti, tra cui anche la disponibilità di strumenti tecnologici per i ragazzi.

Non tutte le famiglie infatti hanno un computer o un tablet, o una connessione internet adatta, per un regolare accesso alle lezioni online da parte degli studenti.

Scorrendo i dati diffusi dall’Istat non più tardi del 6 aprile scorso, infatti si può leggere che (il periodo di riferimento è il 2018-2019) il 33,8% delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet. È vero che se tra i componenti del nucleo famigliare c’è un minore, questa percentuale scende al 14,3%, ma è altrettanto vero che non sempre, sopratutto in questo periodo in cui anche gli adulti spesso lavorano da casa, tablet e computer sono a disposizione esclusiva dei ragazzi.
Solo il 12,3% dei giovani tra i 6 e i 17 anni (quindi in età di obbligo scolastico) ha un computer o un tablet in casa e di questi solo il 6, 1% ne ha a disposizione uno personale.
Parallelamente il 96% delle famiglie ha una connessione a internet, ma si devono fare pure in conti con accessi alla rete insufficienti a garantire la connessione per molto tempo, stabile o per più device.

Accade quindi che molti studenti seguano le lezioni dallo smartphone, che per i più piccoli il più delle volte è quello dei genitori, con tutti i limiti e le difficoltà del caso.

Se caliamo il dato alla sola Emilia-Romagna, il 35% delle famiglie non possiede un computer (fisso o portatile) o un tablet.

Consapevoli di queste esigenze le istituzioni hanno messo a disposizione fondi specifici e i singoli istituti scolastici o enti locali si sono prodigati per fornire agli alunni che ne avessero bisogno quanti più dispositivi possibile, ma non sempre è stato sufficiente. Così anche gli imprenditori del settore, si sono impegnati a fare la loro parte, tra questi Maged Nashed, fondatore di KEnovo, che ha messo a disposizione 100 tablet, per gli alunni delle scuole del Comune di Santarcangelo di Romagna, cittadina della provincia di Rimini in cui l’azienda è nata. Questi dispositivi, tramite la Protezione Civile, sono stati consegnati ad altrettanti bambini che non avevano gli strumenti per seguire le lezioni a distanza e rimanere in contatto con insegnati e compagni di classe.

KEnovo, è da sempre attenta alle esigenze della famiglie e sostiene il coretto utilizzo degli strumenti digitali ed informatici da parte dei ragazzi. La formazione e l’attenzione alle persone e all’ambiente sono tra i cardini del progetto KEnovo, che anche in questo periodo di emergenza che ci coinvolge tutti, ha fatto “squadra” e si è messa a disposizione della comunità.

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