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LO SAI CHE IL TUO SMARTPHONE RESPIRA?

L’impatto Ambientale di un telefonino è riconosciuto, ma ti sei mai fermato a valutare a quanto ammontano le emissioni complessive di Co2 determinate dalla “vita” di un device?
Ci permette di parlare a distanza, di informarci, giocare, lavorare, andare a scuola, di incontrare (virtualmente) gli amici e qualche volta di mangiare, se solo si pensa a tutte le app per il food delivery… lo smartphone non è più solo uno strumento, è spesso diventato una parte fondamentale della nostra quotidianità. Come gran parte delle attività e dei prodotti umani determina però un impatto sull’ambiente, che non va trascurato.
Ovviamente parliamo di stime, proiezioni, ragionevolmente attendibili che fanno comunque riflettere e non poco.

È quello che accade per esempio quando leggiamo l’Environmental Report (rapporto ambientale) che un’azienda particolarmente sensibile al tema come Apple pubblica sul suo sito per ogni singolo prodotto, e scopriamo che durante il suo ciclo di vita medio (dalla produzione, commercializzazione e ricariche giornaliere di 3/4 anni) uno smartphone produce circa 70 kg di Co2 equivalente (quantità di gas serra immessi nell’atmosfera).

Sono molti i fattori che concorrono e si sommano quando si cerca di calcolare l’impatto ambientale di un device. Si parte dalla sua produzione (materie prime, trasformazione e assemblaggio), per continuare con il packaging e i trasporti per la distribuzione. Ancora più incisivo risulta infine l’utilizzo, quello che viene chiamato Carbon Thumbprint, ovvero l’insieme di tutte le infrastrutture (server, centrali telefoniche e così via) che si attivano ogni volta che avviamo un’operazione, come scrollare i social, ascoltare una canzone, cercare il ristorante più vicino attraverso il web, toccando il touchscreen. Queste infatti per ogni attività determinano consumo di energia, produzione di calore e di emissioni nocive.

La Ong francese The Shift Project, ha stimato che l’utilizzo di smartphone e computer produce più sostanze nocive dell’intera industria aeronautica.

Nelle stime dall’European Environmental Bureau, si legge che l’intero ciclo di vita degli smartphone europei è responsabile di 14 milioni di tonnellate di emissioni di Co2 equivalenti l’anno, le stesse prodotte in tutta la Lettonia nel 2017. In questa conta il comparto degli smartphone è quello che ha un impatto più negativo sull’ambiente rispetto a tutte gli apparecchi elettronici analizzati.
C’è un fattore in particolare, tra i vari su cui si può intervenire per ridurre l’impatto ambientale di un device, ed è la durata di uno smartphone o di un computer, che attualmente si attesta sui tre anni di vita per il primo e circa sei per il secondo. Gli esperti hanno calcolato che basterebbe prolungare di un anno la vita degli apparecchi, per evitare l’emissione di 4 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, tanta quanta ne viene prodotta nello stesso periodo da due milioni di automobili circolanti sulle strade.

Ecco quindi che riparare, rigenerare e compensare diventano operazioni fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente e con lui della nostra salute.
Un’idea e un modo di fare impresa su cui KE Novo affonda le sue radici e che con determinazione intende espandere e condividere con quante più persone possibile. Non solo device rigenerati packging essenziali e funzionali, ma anche tecnici capaci di riparare prima di rottamare.

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